Lunedì, ore 7.00, 4 Settembre, anno 2006
MIGRAZIONE: COMPLETATA.
Apple Mac Pro, uno sguardo da vicino e prime impressioni d'uso - Parte prima
Test eseguito dallo staff di MacSecrets con il coordinamento di Davide Asselta
on l’annuncio da parte di Steve Jobs all’apertura dell’appena trascorsa WWDC possiamo definitivamente ritenere conclusa la migrazione all’architettura Intel x86, ponendo la parola fine alla gloriosa era PowerPC. Mancavano ancora all’appello di Intel: un desktop professionale, un server ed un sistema operativo server. Il cerchio si è chiuso: tutti i computer e relativi sistemi operativi Apple sono ora Intel-compatibili.
Niente più Power, solo Mac
Seguendo la tendenza intrapresa con il MacBook Pro, sparisce anche nel caso del desktop professionale l’appellativo Power, niente più PowerBook, niente più Power Mac. Il novello di Cupertino si chiama semplicemente Mac Pro. Semplice e conciso, così come le configurazioni: una sola disponibile, ma ampiamente espandibile con le opzioni BTO. Abbiamo avuto modo di testare la workstation nella sua configurazione base, rimanendo fortemente impressionati.


Come appare il Mac Pro aperto - Cliccare per ingrandire la foto
Specifiche tecniche dell’oggetto delle nostre prove:
Due CPU Intel Xeon dual-core a 64 bit (serie 5100) con frequenza di lavoro di 2,66 GHz con estensioni SSE3 a 128 bit, 4 MB di cache di secondo livello per CPU, due frontside bus a 1,33 GHz a 64 bit. 1 GB di RAM (2x512) DDR2 a 667 MHz di tipo ECC, architettura di memoria con ampiezza di banda a 256 bit. La scheda grafica installata è un Nvidia GeForce 7300 GT con 256 MB di RAM DDR2 su slot PCI Express. Il disco rigido è da 250 GB con connessione S-ATA II e unità SuperDrive dual-layer 16x.
Com'è fatto:
Lo chassis in alluminio ricorda a prima vista quello del Power Mac G5, ma uno sguardo al retro del computer ci fa capire immediatamente di essere davanti ad una differente macchina da guerra. Rimuovendo il panello laterale si ha la conferma che l’architettura è sostanzialmente diversa. Gli ingegneri Apple hanno reso ancora più semplice l’espansione e la sostituzione delle parti. Tutti i moduli per l’alloggiamento delle parti installabili dall’utente sono tool-free, un esemplare gioco d’incastri. È possibile inserire fino a 4 unità disco S-ATA II e udite udite…il ritorno dell’alloggiamento per una seconda unità ottica.

Modulo estraibile con hard disk Schede per moduli memoria RAM Moduli memoria RAM ECC
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Gli slot per la RAM sono su due schede separate collegate alla scheda logica. I banchi di memoria vanno installati, come sul Power Mac G5 in coppie, devono essere di tipo ECC FB-DIMM (Fully-Buffered DIMM con correzione d’errore) e devono essere dotati di dissipatori. Restano liberi tre slot PCI Express per l’espansione tramite schede interne, mentre per tutte le possibili periferiche esterne troviamo due porte FireWire 800, due FireWire 400, cinque USB 2.0. Ingressi e uscite audio analogiche e digitali (Minijack e Toslink). Due interfacce Ethernet indipendenti (Base-T 10/100/1000) con supporto Jumbo Frame. Restano opzionali l’AirPort Extreme per la connessione wireless, il modulo Bluetooth 2.0 EDR e il modem analogico 56K. L’alimentatore è ora situato nella parte superiore del case.
Interno del Mac Pro Frontale con grande ventola e vani drive
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Notevoli le possibilità di personalizzazione dell’hardware: è possibile scegliere come upgrade una CPU con frequenza operativa di 3 GHz o un downgrade a 2 GHz; espandere la RAM fino a 16 GB (con otto banchi da 2 GB); si possono installare fino a 4 schede video GeForce 7300 GT o in alternativa una ATI Radeon X1900 XT da 512 MB oppure una Nvidia Quadro FX 4500 sempre con 512 MB di RAM.
La prova del Mac Pro continua...
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