Mercoledì, ore 7.00, 29 Maggio, anno 2002
Accurata analisi del nuovo Xserve Apple
di Die-Fox
acUnlimited ha pubblicato un redazionale fatto da Mary Branscombe su Xserve, durante l'incontro di Cupertino, in occasione della presentazione da parte di Steve Jobs, del nuovo server professionale di Apple. La disanima ci sembra molto interessante e completa nella sua analisi al punto che la riproponiamo in italiano ai lettori di MacSecrets.

Questa non è la prima volta che Apple fa l'occhiolino al mercato dei server. Così come nel caso dei recenti G3 e G4, Apple si era impegnata nel settore dei server anche in passato: A/UX sul Quadra nel 1995 ed AIX sull'Apple Network Server nel 1996. Steve Jobs però li ha liquidati entrambi - "Li guardavo come in un sogno in quel periodo in cui Apple era in coma" - ha detto, e riferendosi ad Xserve come "Il nostro primo vero server". La combinazione del software Mac OS X Server e l'hardware concepiti per "calzare" perfettamente alle esigenze dei centri IT delle aziende.

Di solito, i server rack-mount , sono racchiusi in scatole nere o beige. Apple li ha ridisegnati mettendoli in eleganti e slanciati contenitori di alluminio, con led luminosi per indicare l'attività del processore, stato del disco, link Ethernet, una "serratura" di chiusura del case ed un sistema identificativo. Ciò significa che ora diventa possibile individuare quale disco ha problemi, se il case è bloccato o su quale XServe nel rack bisogna lavorare. In aggiunta di fronte è posizionato il drive per il CD e un ingresso Firewire, con due "pomelli" per l'apertura del case, estraibile come cassetto.
Sostituire il disco hot-swappable intercambiabile è molto facile: basta premere l'apposita levetta ed il disco "salta" fuori in modo che si possa estrarre, proprio come il gruppo del G4 Cube. Sempre lo stesso meccanismo blocca gli hard disk a cassetto, di modo che non possano uscire accidentalmente. I drive ATA/100 che Apple ha scelto non sono del tutto usuali come server. Di solito si utilizzano dischi SCSI, che sono più ingombranti e anche più costosi. Il drive ATA/100 sono veloci allo stesso modo ma producono meno calore e sono così piccoli che XServe occupa solo lo spazio di uno slot rack (1U box). Apple ha anche aggiunto una elettronica ingegnosa che rende i loro caddy intercambiabili e hot-swappable, cosa che con i drive ATA non è possibilie fare.

La parte posteriore è piuttosto congestionata di porte e connettori, con altre due porte Firewire, due USB, due porte Ethernet Gigabit ed una porta seriale. I cavi sono guidati da un braccio mobile che li trattiene quando si fa slittare verso l'esterno Xserve per servizio. Questo permette di mantenere le connessioni in funzione.
Sotto al coperchio si può ammirare la slanciata architettura del Mac, la sua velocità di connessione e le sue grandi possibilità. Come per esempio la cache di livello 2 di 265K sul processore da 1GHZ del G4, 2MB come cache di livello 3 DDR SDRAM (la prima volta che Apple se ne è servita, e la prima volta che viene impiegata in un server rack 1U). Se prendiamo un modello con due processori la connessione tra essi viaggia alla velocità di 1GB per secondo, in più è presente un system controller custom ASIC così che ogni cosa si connette in: due slot PCI 64-bit a 66MHz, uno slot 32-bit PCI/AGP sino a 2GB di DDR SDRAM e quattro bus ATA/100 con un transfer rate di velocità sino a 533MB al secondo.

Due degli slot sono già occupati: in uno slot PCI c'è una scheda VGA ed una scheda PCI/APG Ethernet Gigabit nell'altro. Se desiderate una migliore grafica potete estrarre la scheda PCI ed inserire la scheda AGP 4x, ma non dovreste necessitare di una migliore grafica con XServe dato che potete controllarla attraverso la rete, potendosi avviare, via network, anche senza un monitor collegato.
Il Server Mac OS X ha due strumenti di controllo per Xserve: quello già esistente, ovvero System Admin ed un Server Monitor, recentemente sviluppato, che mostra, con icone colorate, gli status dei componenti di Xserve. Il vicepresidente del marketing Apple, Phil Shiller li definisce potenti mezzi di controllo, che uniscono la potenza di Unix e la facilità d'uso del Mac, la combinazione dall'uso più semplice sul mercato oggi. Phil dice che Server Monitor è talmente facile da usare da funzionare pressapoco come iTunes. HP annuncerà presto che il suo potente software di network management OpenView potrà girare su Xserve.

Gli Apple tools usano un proprio protocollo molto sicuro, ma le informazioni sono salvate in file XML e gli sviluppatori useranno API per poterci lavorare; tutte le informazioni sono comunque disponbili nel protocollo standard SNMP che viene usato già da OpenWiew e da altri software di network management.
Gli acquirenti di Xserve dovranno comunque aspettare la prossima versione di Mac OS X Server in uscita questa estate (nome in codice Jaguar Server), ma Apple ha promesso che dovreste essere in grado di effettuare l'upgrade del pacchetto Xserve piuttosto che doverlo ricaricare: i pacchetti Unix e Windows 2000 hanno ancora bisogno di un istallazione completa ex-novo per una buona affidabilità.
E per quanto riguarda il costo? I prezzi di Apple, a confronto con Unix e Windows 2000, sono più o meno simili. Le società, con un significativo numero di server, basandosi su uno schema di licenze globale, dovrebbero ridurre significativamente i costi del sistema operativo. Molti OS, infatti, fanno pagare la licenza ad ogni utente. Questo però non è il caso di Mac OS X Server con un numero di licenze illimitate. E' possibile assemblare un server dual o quadri processore Athlon per meno del costo di Xserve, ma se si compera uno standard server Dell o IBM con pieno supporto, l'Xserve diventa competitivo, specialmente se si vuole un sistema con il massimo di RAM e grndi volumi di hard disk.
Le aziende che desiderano il supporto "24/7" (24 ore 7 giorni su 7) possono firmare per un piano triennale AppleCare, che offre un'Hotline telefonica ed un supporto e-mail con risposta garantita entro 30 minuti più un servizio sul posto garantito entro quattro ore (questo inizialmente solo per il Regno Unito, e solo nelle città di Glasgow, Manchester e Londra). Non si sa quale tipo di supporto sarà offerto in Italia. Rimane da verificare come Apple farà a garantire l'efficenza di un servizio 24x7 in un progetto così innovativo ed efficente in tutto il mondo, vista la quantità di lavoro che serve per creare reparti specializzati per il tipo di assistenza che i server richiedono. Anche in questo Apple per definire tutto ciò ha utilizzato la parola "con umiltà", spesso evocata per il progetto strategico del lancio di Xserve.
Sarà possibile ottenere un kit di parti di ricambio che vi offre la possibilità di sostituire le parti chiave autonomamente. Saranno disponibili due kit, uno da 690 Sterline (1070 euro circa), per il modulo da 60GB e l'altro da 790 (1224 euro ca.), per il modulo da 120GB. La Apple UK ci ha rivelato, comunque, che il Service Parts Kit sarà disponibile solo per quelli che usufruiranno della garanzia AppleCare Support Plan, il motivo è, che l'aiuto dell'esperto, al supporto telefonico, serve solo per avere la conferma del pezzo che deve essere cambiato...

Tutti coloro che vorranno utilizzare Xserve come il cuore di una rete avranno bisogno di una vera soluzione di storage: RAID 1 e 0 non sono sufficienti nell'Xserve a proteggere i dati più importanti. Apple ci ha mostrato il suo prossimo chassis Xserve RAID capace di contenere sino a 14-hard disk-vassoi, che porta a 1,68 terabytes di storage in uno chassis 3U, con connettività dual-port a Fibre Ottiche di 2Gb e con capacità di trattamento sino a 200MB/secondo. Apple dice che questa opzione sarà disponibile entro la fine dell'anno. Dopo l'annuncio di Apple è probabile che terze parti offrano prodotti analoghi.
Piuttosto di andare direttamente sul mercato aziendale con Xserve, Apple sta concentrandosi sul suo mercato abituale. l'education, small business, design, grafica, stampa, multimedia, produzione video e biotecnologia. Si sa che Oracle e Sybase stanno portando i loro software di database su Mac OS X. Produttori di database seri potranno fare girare i propri software su Xserve, come su altri server.
Xserve è ancora in pre-produzione e il suo software in beta, quindi Apple non pubblica ancora i benchmark, ma ha simulato lo streaming QuickTime da un Xserve a 500 utilizzatori alla qualità 512K DSL. Sembra offrire ottime prestazioni e permette ad un sito Web di pubblicare contenuti streaming in modo molto semplice. Le piccole dimensioni di Xserve gli danno inoltre l'agilità di essere posizionato con facilità senza rubare troppo spazio.
Il nuovo Xserve rack-mount di Apple non è un prodotto per tutti, ma quelle aziende che già possiedono Mac e desiderano gestire il server come il resto dei loro sistemi, li preferiranno. Dovrebbero piacere molto anche al settore dell'education ed alle piccole aziende con utilizzatori Mac. Naturalmente Apple spera che le aziende che stanno cercando un potente server Unix facile da gestire considerino, assieme a quelli della Sun e Linux, che girano su sistemi PC, anche Xserve. Seguendo rigorosamente gli standard e i trend più recenti, con l'uso di hard disk ATA per lo storage e aggiungendo un sistema di tool di gestione semplici e chiari, Xserve si propone come una opzione molto interessante al mercato dei server e non solo presso i negozi di Apple.
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Editorial Director: Giancarlo Bonetti